Helder Camara (da Violenza dei pacifici)

giustizia, testimoni del '900 Scrivi un commento

Sentire fame e sete di giustizia

La giustizia è una virtù indispensabile, ma talmente difficile che la sacra Scrittura, per dire di qualcuno che è un santo, lo chiama semplicemente giusto. E veramente, se qualcuno rispetta i diritti di Dio e i diritti di ogni uomo suo fratello, vive la santità. I diritti di Dio sarebbe facile rispettarli: l’importante è riconoscere che solo Dio è il Signore. Il difficile sta nel fatto che tutti abbiamo fame e sete: Dio stesso le ha suscitate nell’intimo della creatura umana e ci fa veramente partecipare al suo potere creatore e alla sua stessa vita divina.
Sarebbe sufficiente riconoscere che la vita divina e il potere creatore, noi li riceviamo dal Signore. Non si tratta in nessun modo di una ridicola gelosia da parte del nostro creatore e padre. Ma Dio sa bene che, se l’uomo, elevato da lui alla gloria e alla responsabilità di concreatore, si giudica un superuomo e agisce da superuomo, immediatamente ferisce i diritti di altri uomini, anch’essi concreatori e partecipi della vita divina. Dio sa che, se l’uomo assume il ruolo di superuomo, immediatamente produce sottouomini, riducendoli da concreatori con lui, da partecipi della vita divina, a condizioni infraumane.
Ed ecco il dramma e forse la tragedia dei nostri giorni: vi sono uomini che si assumono il ruolo di superuomini e vi è una moltitudine ogni giorno più numerosa di uomini che cadono in condizioni di infraumanità.
Il superuomo, per giustificarsi ai propri occhi, fa appello all’ineguaglianza umana: non è colpa sua, se è nato intelligente, chiaroveggente, dinamico, quando ci sono degli idioti, degli imbecilli, dei pigri, degli uomini senza orizzonti, privi di coraggio, nati per farsi guidare e, molto spesso, capaci di muoversi solo se spinti a forza.
Ma attenzione al fariseismo di giudicare noi stessi puri, santi, salvatori. Se fossimo santi, la chiesa di Cristo sarebbe sempre meno società perfetta, gelosa dei suoi diritti, e sempre più mistero del corpo mistico di Cristo. Se fossimo santi, invece di perderci in ridicole querele interne, saremmo uniti, aiutando la chiesa nel difficile compito di liberarsi dall’ingranaggio materialista. Se fossimo santi, senza cadere in partitismi politici, non avremmo paura, con missione di verità e di amore, di denunciare tanto le distorsioni terribili del socialismo, quanto le oppressioni sottili, sofisticate, ma reali, che inevitabilmente porta il capitalismo. Se fossimo santi, senza dimenticare la salvezza eterna, aiuteremmo a costruire un mondo più giusto e più umano, libero dai razzismi, dalla miseria e dalla fame

(tratto da H. Camara, Violenza dei pacifici, Massimo, Milano 1973, pp. 188-189)

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